Il dilemma del cambiamento.

“Vorrei cambiare, ma senza cambiare”, ovvero mi piacerebbe avere i vantaggi connessi al cambiamento, ma non affrontarne i costi. Per esempio mi piacerebbe essere magro e in salute, ma senza dover fare delle rinunce alimentari, mi piacerebbe essere in forma e atletico, ma senza dover faticare con l’esercizio fisico.

Cosa ci impedisce di adottare degli stili di vita più salutari, come ad esempio ridurre gli zuccheri e il sale, fare più movimenti, rinunciare a fumare o a bere alcolici?  A ogni cambiamento sono associati dei vantaggi, e dei costi, come del resto anche al restare come sono ci sono vantaggi e costi.

Se smetto di fumare, colgo numerosi vantaggi, come una migliore salute, minori costi economici, ecc., ma anche continuare a fumare presenta vantaggi come il poter disporre di un o strumento per ridurre e affrontare lo stress.

Molto spesso ci troviamo intrappolati in un conflitto che viene definito “approccio-evitamento”, ovvero siamo contemporaneamente attratti e disgustati da un comportamento, ma non riusciamo a risolvere il dilemma in un senso o nell’altro. Chi si trova intrappolato in quest’ambivalenza ha spesso un comportamento intermittente, e quando si decide per il comportamento salutare, essendone attratto dai benefici, dopo un po’ comincia ad avvertirne i costi, e ritorna al comportamento precedente, ma dopo un po’ cominciano a essere evidenti gli svantaggi di quel comportamento, e così via.

Il punto è che l’ambivalenza è quasi la norma negli esseri umani, e quasi tutti noi abbiamo delle aree in cui siamo ambivalenti e non riusciamo a deciderti se adottare un comportamento vantaggioso, ma costoso.

Per chi guarda le cose dall’esterno, ai familiari, agli amici o agli operatori della salute, le cose sembrano chiare e ritiene di sapere quale sia il giusto comportamento da adottare risolvendo così l’ambivalenza.

Spesso queste persone, si prodigano in consigli ed esortazioni, spingendo la persona ad adottare il “giusto”comportamento, rilevando i vantaggi del cambiamento ed enfatizzando i costi nel proseguire così. Mai come in questo caso è vero il detto che “E’ con le migliori intenzioni, che si ottengono gli effetti peggiori”. Il risultato sarà di esasperare la resistenza di chi si vorrebbe aiutare e ci sembrerà di trovarci di fronte ad una persona ostinata, recalcitrante e oppositiva, contro il suo stesso interesse.

Ma con uno stile confrontazionale, che spontaneamente mettiamo in atto, e quel che è peggio che adottano molti specialisti della salute, non facciamo altro che ostacolare il cambiamento.

Se fosse sufficiente spingere le persone a cambiare fornendogli solo consigli e ottime ragioni per farlo, tanti comportamenti problematici e insani potrebbero essere superate facilmente.

Jennifer Marnell: il carro armato del cambiamento.

A proposito di trasformazione di stili di vita, vorrei raccontarvi brevemente la storia di Jennifer Marnell, un’americana della Georgia.

Jennifer è cresciuta in una tipica famiglia americana: bibite gassate, snack sempre a portata di mano, pasti ai fast food, ecc. A otto anni era già una graziosa bimba un po’ cicciottella, a 18 anni, quando si sposa, è molto in sovrappeso. Nasce una figlia, e lei continua a metter su peso, fino ad arrivare a pesare ben 137 kg.

Fa molte diete, ma senza cavare un ragno dal buco: dopo aver perso un po’ di peso, lo riprende con gli interessi. Jennifer racconta che un giorno in cui aveva accompagnato la figlia al luna park, la bambina volle salire sulle montagne russe, dove però occorreva essere accompagnati dal genitore. Jennifer provò a sedersi sul trenino, ma a causa della sua mole non riuscì nemmeno ad allacciarsi la cintura di sicurezza. Fu fatta scendere insieme alla figlia. La bambina, piangendo gli gridò: “Perché non puoi essere come tutte le altre mamme!”.

Fu la classica goccia che fece traboccare un vaso già colmo: qualcosa scattò definitivamente nella testa di Jennifer.

Ridusse notevolmente le calorie, eliminò il cibo spazzatura e introdusse molta frutta, verdura, carni magre cotte in modo dietetico.  Perse molti chili, poi iniziò ad andare anche in palestra e ad allenarsi molte ore il giorno, sia ad attività aerobiche, che di potenziamento muscolare.  In meno di tre anni perde 81 chili, raggiunge i 56 kg.  La sua vita è cambiata radicalmente, ha lasciato il posto d’insegnante ed è diventata personal trainer nella palestra dove si allenava. Questa è ciò che mangia quotidianamente: due uova e una mela o una pera per colazione. Una mela ed una manciata di mandorle a metà mattinata. Pesce o pollo al forno con verdure varie sia a pranzo che a cena. Un frutto nel pomeriggio, un’insalata verde o un frutto prima di andare a letto.

Facciamo un paio di considerazioni.

La prima: a un cambiamento tanto radicale del suo stile di vita, ne è seguito un cambiamento altrettanto radicale del suo corpo. Non si scappa! Non ci sono “geni dell’obesità” “metabolismi lenti” o “problemi ormonali” che possono impedire questa trasformazione. Jennifer ci dimostra che questa trasformazione, da obesa a magra e in forma è possibile.

La seconda considerazione è che, guardandoci intorno, le persone che riescono a cambiare stile di vita così radicalmente (e in modo stabile) come Jennifer Marnell ce ne sono poche. Il perché non ci sorprende, la stessa Jennifer sostiene che questa trasformazione è frutto di duro lavoro e costante dedizione. Non si concede mai sgarri alimentari e si allena ogni giorno.

Poche persone sono in grado di sostenere, per un periodo superiore a qualche settimana, un tale stile di vita. Ma il punto è che posso comunque fare il 10 % dei cambiamenti che ha fatto Jennifer e trarne un notevole beneficio in termini di salute e aspettativa di vita. Lo sapevate che è già sufficiente ridurre il proprio peso corporeo del 10% per ridurre i rischi generali di mortalità del 30%? I primi chili che si perdono sono quelli localizzati nell’addome, in profondità, a diretto contatto con i visceri. Sono quelli più pericolosi per le malattie metaboliche come il diabete o per quelle cardiovascolari.

Una ragazza che pesa 100 chili e riesce a dimagrire fino a 90 kg (e a mantenere il peso), ha già fatto molto per la sua salute. Eppure era obesa prima e lo è anche ora, e probabilmente sarà insoddisfatta del risultato.

“O divento magra e raggiungo il peso ideale che indicano le tabelle, o altrimenti tanto vale che mangi come voglio”. E’ come dire: o raggiungo il 100% o non vale la pena di impegnarsi.

Questo è un grande errore: vale sempre la pena di impegnarsi! Anche per un 5%, o addirittura per l’1%.

Forse in questo momento, un miglioramento dell’1% per cento è il solo che riusciresti a fare, ma è importante farlo. Una volta salito quel piccolo gradino, salire il prossimo sarà più facile. Forse, il prossimo gradino potrebbe essere un passo un po’ più grande, ad esempio, il 2%, oppure il 3%.

Piccoli passi, piccoli miglioramenti, ma concreti e sostenibili. Lo stesso Lao Tzu, già 2500 anni fa sosteneva: “ un viaggio di mille leghe comincia con un primo passo”.

Vi auguro un 2012 di piccoli, concreti e sostenibili cambiamenti positivi!:-).