Genetica e aumento di peso

Mi capita spesso di sentirmi domandare : “io ingrasso anche con un bicchiere d’acqua, eppure ci sono persone (es. la mia migliore amica) che può mangiare tutto quello che vuole senza prendere nemmeno un etto. Come mai?”. Di solito non viene mai dato molto credito a espressioni come queste, infatti non sappiamo quanto mangia realmente “l’amica”: magari sta a stretto regime per tutta la settimana poi poi godersi al meglio le sue uscite pubbliche, in cui la possiamo vedere mangiare a crepapelle.

Del resto noi nutrizionisti abbiamo fatto nostro il principio “una caloria è sempre una caloria” e come afferma il Dr. Nowzaradan “Le persone mentono, la bilancia no”. Fedeli alla termodinamica sappiamo che le calorie non si creano e non si distruggono, per cui se ne assumo più di quanto non riesca a utilizzarne, la differenza sarà convertita in grasso. Sapendo quante calorie in eccesso mangerò in un certo periodo di tempo, dovrei essere in grado di predire di quanto ingrasserò . E questi calcoli vengono fatti dai nutrizionisti e dietisti: poiché un chilo di grasso corporeo contiene circa 7.000 kcal, se assumo in eccesso 3.500 calore, ingrasserò di mezzo chilo.

Ma non funziona così ed è più corretto affermare che: se una persona assume più calorie di quelle riesce a bruciare, quella persona ingrasserà, ma non sappiamo quanto. Ci sono tantissime variabili fisiologiche in gioco, ad esempio sappiamo che chi ha un intestino più lungo riesce a estrarre più calorie dal cibo. Il tipo di microrganismi che ospitiamo nel colon è importante, poiché anch’essi possono contribuire estrarre o “sprecare” calorie. Infine tutti noi sappiamo bene che l’ipertiroideo ha sempre fame e mangia tantissimo pur rimanendo filiforme. Grazie ad una proteina chiamata termogenina che attivata dell’alta concentrazione di ormoni tiroidei, le calorie estratte dal cibo con la digestione sono convertite in calore. Se toccate la mano a chi soffre di ipertiroidismo la sentirete sempre caldissima. Comunque al di là dei meccanismo fisiologici coinvolti, sappiamo bene che lo stesso eccesso calorico avrà un impatto diverso su persone differenti.

Riporto un celebre esperimento del 1990, che oggi per ragioni etiche non sarebbe più approvato (C.Bouchard et al., 1990). Dodici coppie di gemelli omozigoti vissero per quattro mesi (estivi) in un dormitorio di un campus universitario isolato dal mondo esterno, tutto il cibo che mangiavano veniva pesato accuratamente. Non potevano fare alcun tipo di attività fisica e trascorrevano il tempo a giocare con i video-games. Nelle prime 3 settimane fu stabilito il numero delle calorie necessario a mantenere stabile nel tempo il loro peso (un regime isocalorico), dopodiché gli furono aumentate le calorie giornaliere di 1000 unità per i successivi cento giorni. Alla fine del periodo risultarono tutti ingrassati, ma con differenze di peso notevoli. C’era chi era aumentato di 5 kg e chi era arrivato a ben 13 kg, ma la cosa stupefacente era che tutte le coppie di gemelli erano ingrassate nelle stesso identico modo.

Secondo il noto genetista ed epidemiologo Tim Spector, che ha studiato gemelli oltre 20 anni, i fattori genetici determinano almeno il 70% delle differenze tra gli individui. Anche la distribuzione del grasso corporeo e la tendenza ad accumulare adipe in differenze zone del corpo è chiaramente genetica.

Ma voglio concludere questo post con una nota positiva, perché se è vero che non possiamo cambiare i geni che la sorte ci ha riservato possiamo cambiare la loro espressione. Ma dei poteri dell’epigenetica se parleremo in un prossimo post.

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