La mezz’ora della trasgressione

maxresdefaultCi sono persone che hanno molta difficoltà a resistere all’impulso di mangiare certi cibi, generalmente quelli ricchi di zuccheri, grassi e sale. Ovviamente sanno che mangiare dolciumi, schiacce, pizze o patatine fritte danneggia la loro salute. La relazione tra il sovrappeso, l’ipertensione, i trigliceridi e il colesterolo elevato ed il mangiare questi cibi gli è del tutto evidente, ma non riescono a farne a meno. Anzi, quando mettono in atto un tentativo di controllo, ad esempio iniziando una dieta equilibrata, la voglia di trasgredire aumenta fino a che sono costretti a cedere, come un elastico teso che viene lasciato all’improvviso. In questi casi può essere utile adottare la dieta paradossale elaborata da Giorgio Nardone: avere la possibilità di concedersi dei “cibi proibiti” ma in un contesto strutturato come un pasto, di solito, toglie energia al vento della trasgressione. Io talvolta suggerisco di lasciarsi solo una mezz’ora in cui ci si può concedere qualsiasi cibi si desideri, mentre nel resto della giornata ci si dovrà attenere al piano alimentare concordato. La chiamo la mezz’ora del piacere (o della trasgressione). L’orario in cui inserire quei trenta minuti lo decidiamo insieme, l’indicazione è che in quello spazio di tempo è possibile mangiare tutto quello che si desidera, ad esempio un bombolone con la crema o fette di pane e Nutella. Sembra incredibile, ma spesso è sufficiente questo stratagemma  a spegnere il desiderio incontrollato di mangiare cibi “proibiti”.

In questo caso il risultato è ottenuto unicamente grazie ad una ristrutturazione cognitiva in cui certi cibi ipercalorici e malsani  non sono più vietati, cosa che genera ancora più desiderio di mangiarli, ma sono regolamentati concedendogli una finestra temporale in cui ci si sente liberi di mangiarli. In base alla mia esperienza, raramente le persone ne approfittano e quello che veniva vissuta come una pulsione incontrollabile viene finalmente canalizzata e resa controllabile, con grande incremento del senso di autostima e autoefficacia.

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