CambioStile… e dimagrisco!

Strategie alimentari e mentali per perdere peso

Il compagno di scuola ex obeso

200px-Monumento_a_Canapone_(Grosseto)Molti mesi fa partecipai ad una cena ex compagni di classe e vidi una persona che mi sembrava di non aver mai conosciuto. Quando vengo a sapere che si tratta di un compagno di scuola che non avevo più visto dal 1989 (l’anno della maturità)  quasi cado dalla sedia.  Lo avevo lasciato obeso, sopra i  115 chili e lo ritrovo più o meno normopeso. Capirete la mia curiosità nel capire cosa era successo. Mi sono seduto accanto a lui e mi ha raccontato la sua storia.  L’anno dopo la mia maturità (lui era rimasto un anno indietro per una bocciatura), si era trovato in una situazione di forte crisi personale. Non voleva più essere grasso!  E il problema era che grasso lo era sempre stato, fin da bambino. La nonna, con cui trascorreva la gran parte del tempo poiché i genitori erano impegnati nel lavoro (gestivano un’azienda privata), lo rimpinzava di cibo e dolciumi.  Facendo un rapido calcolo, dato che la sua infanzia l’aveva trascorsa negli anni ’70, la nonna aveva passato la guerra e conosciuto la fame, quindi si era formata la mentalità che” grasso è uguale a salute”.

Io lo conobbi così, un quattordicenne obeso, e lo lasciai così: un diciottenne obeso.  E se avessi saputo che sarebbe venuto alla cena mi sarei aspettato di trovarmi di fronte un quarantenne obeso. Ma le cose sono andate diversamente, e come mi ha riferito, quella disperazione in cui era piombato gli fece prendere una decisione irreversibile: sarebbe dimagrito ad ogni costo.

Ora, ritrovarsi a diciannove anni, all’ultimo anno di scuola, e quindi senza soldi, se non la paghetta dei genitori, che oltretutto non vedono un problema nell’obesità del figlio, significa dover dimagrire sostanzialmente da solo, senza l’aiuto di nessuno.

Risolse la cosa a modo suo e in modo molto radicale: con il digiuno. Digiunò per due settimane, aiutandosi bevendo un poco di succo d’acero (sono sostanzialmente zuccheri), poi due settimane di alimentazione normale, poi altre due settimane di digiuno, e così via, fino a raggiungere il peso voluto. Non è la cosa più salutare del mondo, comunque il fisico di un ragazzone ventenne può reggere a un trattamento così drastico, inoltre non ho idea di quante calorie assumesse con il succo d’acero, in ogni caso si trattava di un semi-digiuno, vista anche la rapidità del dimagrimento

La cosa che mi interessava molto era sapere come aveva gestito la fase di mantenimento, dato che la spinta biologica a riprendere il peso perso nell’immediato doveva essere fortissima, e in ogni caso anche la possibilità che lo riacquistasse sul lungo termine. Mi ha confessato che è stato durissimo non riprende il peso, e a volte nel corso della vita gli era ricapitato di ingrassare nuovamente, ma era sempre riuscito a riperderlo, in parte ripetendo quella che per lui era stata una strategia di successo.

Tuttora stava combattendo con il cibo, perché il desiderio di mangiare molto e cibi molto calorici gli era rimasta, ma riusciva bene o male a raggiungere un equilibrio calorico, restringendo tantissimo l’alimentazione dopo che aveva partecipato a qualche cena dove aveva straviziato.

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