CambioStile… e dimagrisco!

Strategie alimentari e mentali per perdere peso

Lo stress e il rilassamento

 

imagesUna delle cose che mi ha sempre affascinato della dieta Zona è che tra le varie indicazioni  vi è anche quella di praticare la meditazione allo scopo di controllare i valori di glicocorticoidi (principalmente il cortisolo). Dato che la dieta Zona si pone l’obiettivo di realizzare, grazie all’alimentazione e lo stile di vita, un controllo ormonale (es. insulina e glucagone), fino ad arrivare al controllo dei potentissimi eicosanoidi, non stupisce che si ponga il problema del controllo degli ormoni dello stress. In verità le indicazioni che Barry Sears da su questo punto sono piuttosto modeste, si limita in poche righe a consigliare una forma di meditazione molto semplice che ricorda la risposta al rilassamento che Benson propose nel 1975 in un libro che non è stato mai tradotto in italiano.  In ogni caso sono convinto anch’io che nell’affrontare  l’argomento su come migliorare lo stile di vita, non possiamo fermarci solo all’aspetto alimentare, ma considerare anche  la risposta biologica  allo stress dell’organismo. Sempre più ricerche, sia su modelli animali, sia cliniche, ci dimostrano che questa risposta biologica agli stressor, se protratta per lungo tempo favorisce moltissime patologie.

 

La risposta allo stress, che comporta l’attivazione dell’asse HPA (ipotalamo, ipofisi, corticale del surrene) si traduce in un elevata presenza di glicocorticoidi nel sangue e gli effetti sull’organismo sono ben conosciuti e ricalcano gli effetti collaterali di un lungo trattamento con farmaci cortisonici: riduzione dell’immunità,  catabolismo delle proteine muscolari (soprattutto braccia e gambe), inibizione della sessualità, diabete (aumento dell’insulino-resistenza) e obesità a livello viscerale.  Per chi ha un’elevata presenza di glicocorticoidi circolanti, sia naturali, sia sintetici dimagrire diventa veramente molto difficile.

 

Ma la cosa peggiore è stata una scoperta relativamente recente: un eccesso di cortisolo danneggia una struttura del cervello chiamata ippocampo, importante per i fenomeni di memorizzazione, ma anche perché l’ippocampo dovrebbe modulare la risposta allo stress spegnendola. L’ippocampo ha infatti un controllo a feedback negativo con i neuroni dell’ipotalamo che produco il CRH (ormone di rilascio della corticotropina) ovvero il primo ormone che da origine alla cascata dello stress.

 

Fino a che lo stress è contenuto e i glicocorticoidi non si mantengono elevati per molto tempo, l’ippocampo è stimolato a regolare negativamente questo tipo di risposta, ma se lo stress si prolunga, un eccesso di glicocorticoidi ha effetto neurotossico, uccidendo  i neuroni dell’ippocampo, e con esse la possibilità di modulare lo stress. Una conseguenza importante è che le persone depresse hanno un ippocampo ridotto e di solito un’elevata quantità di glicocorticoidi nel sangue.

Come possiamo fare per migliorare la nostra risposta allo stress?  

 

Esistono sono tantissime possibilità,  ma sicuramente l’allenamento costante a produrre una risposta di rilassamento fisiologico,che è incompatibile con un’attivazione da stress è quella a mio avviso più utile.

 

Le tecniche di rilassamento validate scientificamente non sono moltissime, e sono: il training autogeno, il rilassamento muscolare progressivo di jacobson,  la risposta di rilassamento di Benson, e la tecnica di riduzione dello stress basato sulla Mindfulness.

 

Vale la pena di impararne una, e di praticarla piuttosto regolarmente. Si sono dimostrate tutte efficaci nello diminuire la risonanza emotiva  e ciò può essere evidenziato anche da delle risposte fisiologiche, come la riduzione cella conduttanza cutanea (predominio del parasimpatico sul simpatico),  la vasodilatazione periferica cutanea, il rallentamento metabolico, la produzione di onde alfa cerebrali, e la diminuzione del cortisolo nella saliva.

 

Alcune di queste tecniche, come ad esempio il rilassamento muscolare progressivo, sono piuttosto semplici da imparare, ma non nascondo che la cosa più difficile è quella di riuscire al praticarle con perseveranza, perché all’inizio possono risultare anche molto noiose e inconcludenti.

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