CambioStile… e dimagrisco!

Strategie alimentari e mentali per perdere peso

Il piacere e il dolore come leve motivazionali

Iniziamo facendo una considerazione su questa famigerata “forza di volontà”, di cui alcune persone sarebbero dotate (quasi fosse un vantaggio genetico innato) e altre, sfortunatamente, ne sarebbero sprovviste. Ma le cose non stanno in questo modo eragionare in termini di “forza di volontà” ha il solo effetto di consolidare la nostra stasi.

Prendiamo l’’esempio di una donna che fuma oltre un pacchetto di sigarette il giorno e che, cosciente dei danni che il fumo provoca, abbia provato molte volte a smettere. Pur tentando mille sistemi diversi (gomme da masticare alla nicotina, magneti auricolari, agopuntura, ecc.) tutte le volte ha ripreso a fumare; scoraggiata dai numerosi fallimenti, è possibile che si sia convinta di non possedere “forza di volontà” sufficiente per interrompere questo comportamento. Adesso supponiamo che scopra di essere incinta e immediatamente smetta di fumare. Che è successo? E’ forse comparsa magicamente la “forza di volontà”? No, quello che è cambiato è la sua motivazione, in altre parole adesso ha un forte motivo per fare una cosa per lei tanto penosa quanto smettere di fumare. Il dolore psicologico che le causa l’idea di danneggiare la salute del suo bambino è molto più forte della sofferenza dell’astinenza dal fumo.

“Ubi maior minor cessat” dicevano i latini, noi lo potremmo parafrasare come: “Il dolore più grande scaccia quello più piccolo” In effetti le persone che scoprono di avere delle dislipidemie (colesterolo o trigliceridi elevati) o dei valori della glicemia elevati tendono a stare maggiormente alle regole, di chi è motivato solo da criteri estetici. Del resto la prospettiva di avere tra qualche anno un infarto, un ictus o il diabete causa (in alcune persone) un dolore psicologico maggiore della rinuncia a delle gratificazioni alimentari, fino adesso ritenute irrinunciabili.

Allora che facciamo? Utilizziamo il dolore come una clava? Aspettiamo fino a che il nostro medico, sventolandoci davanti le nostre analisi del sangue, ci dica: “Dimagrisca e si metta in riga o è spacciato”? No certamente! Sarebbe sciocco; ma proviamo ad utilizzare comunque il dolore come una leva importante per raggiungere i nostri obiettivi. La motivazione a cambiare si raggiunge quando associo un forte dolore a rimanere dove sono, e un forte piacere a dove voglio arrivare. Il solo “dolore “ non basta, può essere una forza potente che mi mette in moto, che mi fa agire, ma il suo effetto è limitato nel tempo se non utilizziamo anche la leva del piacere. Ecco allora che chi si è messo in riga per mesi, spaventato dai valori alterati delle sue analisi, quando finalmente i valori si saranno normalizzati, ricomincerà a straviziare o nel caso dell’esempio precedente, dopo aver partorito, la donna forse riprenderà a fumare. Perché non sono riusciti a mantenere il cambiamento? Perché non associavano piacere a questo cambiamento, gli stava scomodo, e sono riusciti a mantenerlo fino a che persisteva la minaccia di un dolore più forte, poi quando il bambino è nato, o i parametri alterati nel sangue si sono normalizzati, la motivazione basata solo sul dolore è scomparsa e con essa anche il comportamento.

Solo se associ piacere all’obiettivo che intendi raggiungere riuscirai a mantenere il cambiamento.

Ti prego di fare questo esperimento mentale che potremmo chiamare la fantasia del miracolo avverato: Immagina di aver già raggiunto il tuo obiettivo (che supponiamo sia di dimagrire): adesso sei finalmente al peso che hai sempre desiderato. Riesci a visualizzarti con l’occhio della mente? Bene, adesso immagina come ti vedresti allo specchio, o sotto la doccia, o al mare; come ti vedrebbe il tuo partner, i tuoi amici, i tuoi colleghi di lavoro e come ti sentiresti insieme a queste persone. Immagina in che cosa cambierebbe la tua vita e alle cose che faresti di diverso. Sicuramente stai provando piacere nell’immaginare ciò.

Sviluppiamo il nostro ragionamento… Come sai, ad ogni tuo stile di vita (alimentazione + attività fisica) è associato un determinato peso, e se modifichi anche in minima parte il tuo stile di vita (ad esempio inizi a fare meno movimento), il peso, anche se molto lentamente, si adeguerà verso valori più alti. Nella nostra fantasia tu hai raggiunto il peso desiderato grazie ad un miracolo, ma adesso sta a te riuscire a mantenerlo. Se il tuo stile di vita rimarrà quello attuale, anche il peso ritornerà a salire fino ad assumere il valore attuale. Lo stile di vita che è compatibile con il mantenimento peso desiderato sarà invece fatto di rinunce a certe gratificazioni alimentari (il che non significa provare la sensazione di fame) che adesso invece ti concedi liberamente e, sicuramente, ci dovrà essere dell’attività fisica regolare. Sarà uno stile di vita in cui l’alimentazione recederà sullo sfondo e il cibo assumerà più il valore di carburante biologico per il nostro corpo. Le gratificazioni che ci concediamo dovranno essere di altro tipo, inoltre il cibo non potrà più farci da anestetico emotivo, per farci superare momenti in cui ci sentiamo sotto pressione, irritati, annoiati o giù di corda.

Prova a fare più volte questo esperimento mentale e sviluppa la fantasia del miracolo nel modo più realistico possibile. Senti che vale la pena di realizzarla? Non ti preoccupare di come la raggiungerai, è forse la cosa meno importante; quello che ti devi domandare è se associ piacere a questo nuovo stile di vita. Se la tua risposta è affermativa, allora ti consiglio di passare alla fase dell’azione. Se sei più titubante, è probabile che sia ancora in una fase di ambivalenza in cui stai valutando i vantaggi del cambiamento, ma sei anche spaventato dal perdere i vantaggi (anche se non salutari) del rimanere come sei. Questa è una fase che ha bisogno di evolvere e non di essere forzata.

Per terminare questa riflessione, il consiglio che mi sento di darti per accrescere la tua motivazione al cambiamento è di iniziare a focalizzarti sempre di più sul piacere che trarrai dal raggiungere il tuo obiettivo.

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