Il dilemma del cambiamento.

“Vorrei cambiare, ma senza cambiare”, ovvero mi piacerebbe avere i vantaggi connessi al cambiamento, ma non affrontarne i costi. Per esempio mi piacerebbe essere magro e in salute, ma senza dover fare delle rinunce alimentari, mi piacerebbe essere in forma e atletico, ma senza dover faticare con l’esercizio fisico.

Cosa ci impedisce di adottare degli stili di vita più salutari, come ad esempio ridurre gli zuccheri e il sale, fare più movimenti, rinunciare a fumare o a bere alcolici?  A ogni cambiamento sono associati dei vantaggi, e dei costi, come del resto anche al restare come sono ci sono vantaggi e costi.

Se smetto di fumare, colgo numerosi vantaggi, come una migliore salute, minori costi economici, ecc., ma anche continuare a fumare presenta vantaggi come il poter disporre di un o strumento per ridurre e affrontare lo stress.

Molto spesso ci troviamo intrappolati in un conflitto che viene definito “approccio-evitamento”, ovvero siamo contemporaneamente attratti e disgustati da un comportamento, ma non riusciamo a risolvere il dilemma in un senso o nell’altro. Chi si trova intrappolato in quest’ambivalenza ha spesso un comportamento intermittente, e quando si decide per il comportamento salutare, essendone attratto dai benefici, dopo un po’ comincia ad avvertirne i costi, e ritorna al comportamento precedente, ma dopo un po’ cominciano a essere evidenti gli svantaggi di quel comportamento, e così via.

Il punto è che l’ambivalenza è quasi la norma negli esseri umani, e quasi tutti noi abbiamo delle aree in cui siamo ambivalenti e non riusciamo a deciderti se adottare un comportamento vantaggioso, ma costoso.

Per chi guarda le cose dall’esterno, ai familiari, agli amici o agli operatori della salute, le cose sembrano chiare e ritiene di sapere quale sia il giusto comportamento da adottare risolvendo così l’ambivalenza.

Spesso queste persone, si prodigano in consigli ed esortazioni, spingendo la persona ad adottare il “giusto”comportamento, rilevando i vantaggi del cambiamento ed enfatizzando i costi nel proseguire così. Mai come in questo caso è vero il detto che “E’ con le migliori intenzioni, che si ottengono gli effetti peggiori”. Il risultato sarà di esasperare la resistenza di chi si vorrebbe aiutare e ci sembrerà di trovarci di fronte ad una persona ostinata, recalcitrante e oppositiva, contro il suo stesso interesse.

Ma con uno stile confrontazionale, che spontaneamente mettiamo in atto, e quel che è peggio che adottano molti specialisti della salute, non facciamo altro che ostacolare il cambiamento.

Se fosse sufficiente spingere le persone a cambiare fornendogli solo consigli e ottime ragioni per farlo, tanti comportamenti problematici e insani potrebbero essere superate facilmente.

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