Diario della giornata di Natale

Provo a fare un resoconto alimentare della giornata, avevo l’obiettivo di non eccedere, ma di gustarmi il cibo; devo dire che sono piuttosto soddisfatto del risultato.

Stamattina solo una mela per colazione, cosa insolita per me, che faccio sempre una colazione robusta. Arrivare semidigiuno al pranzo mi permetterà sia di risparmiare calorie inutili (compensazione anticipatoria), sia di aumentare la fame in modo da gustarmi di più il pranzo di Natale. In pratica si applica lo stratagemma cinese di “aumentare il piacere procrastinandolo”.

Arrivo al ristorante affamato, ma a questo punto occorreva non farsi prendere la mano e riempirsi come un rospo, ma scegliere i cibi che mi danno più piacere e gustarmeli. Salto quasi l’antipasto a base di affettati, infatti, mangiare gli affettati con il pane mi riempirebbe subito e non mi godrei i piatti migliori.

Poi ci sono due primi piatti particolari e squisiti me li mangio con gusto, seguiti da un bel piatto di crostacei. A questo punto sono sazio (ma non satollo), mi trovo, in pratica, nella situazione in cui non si mangia più per gusto, ma semplicemente perché i camerieri continuano a presentarci cibo nel piatto. Oppure perché nella testa gira il pensiero tossico “E’ roba che ho pagato, tanto vale che la mangi!”

Ma decido di fermarmi e di rispettare il segnale di sazietà, voglio aspettare e godermi i dolci. Rinuncio quindi a due secondi (a base di vitello, maiale e tacchino).  Arrivano poi i dolci (tre tipi diversi), che assaggio e ne mangio una quantità appropriata, ma non finendoli. Anche questi me li assaporo con soddisfazione.

Dopo quattro ore di ristorante usciamo finalmente all’aperto e devo dire che è ancora una bella giornata e non fa per niente freddo per essere Natale.

Poi, in modo non preventivato, ci scappa la “solita” 10 km a Follonica, una passeggiata (tipo marcia) a 6 km/h sul lungomare, circa 1 ora e 50 minuti. Mi ha rimesso al mondo e ho anche giocato un brutto tiro alla mia insulina che tutta soddisfatta si stava adoperando a trasferire quello tsunami di zucchero ai miei adipociti per trasformarlo in grasso.

Sono arrivato a casa per l’ora di cena, ma non avevo fame, ho mangiato due arance e con questo termino la mia giornata.  

Con un minimo di auto programmazione e un piccolissimo autocontrollo che ho applicato alcuni momenti mi sono goduto un bel pranzo, non ho avuto nessuna sensazione di pesantezza nel dopo pranzo, e anche se non mi sono messo a fare la ragioneria delle calorie, sicuramente non ho ecceduto. Domani mangerò quindi in modo normale, senza dover ridurre per compensare gli eccessi di Natale.

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