L’alimentazione anti-cancro

Il solo sentir pronunciare la parola “cancro” ci disturba e la tentazione è di cambiare discorso, di rimuovere, di non approfondire. Il cancro ci spaventa più di ogni altra cosa: il dolore fisico associato alla malattia, la chemioterapia con gli spiacevoli effetti collaterali che conosciamo bene, la prospettiva della spada di Damocle di una recidiva che ci perseguita per anni. Sentiamo di non avere nessun controllo su questa malattia che può colpire noi o i nostri cari, come se dalla roulette del destino potesse uscire, in ogni momento, il numero che ci condanna.

In realtà, dagli studi epidemiologici e dallo studio del genoma umano, emerge che la maggior parte dei tumori umani ha, come cause scatenanti, fattori legati al nostro stile di vita quali fumo, alimentazione, consumo eccessivo di alcol, sedentarietà, ecc.

Semplificando molto le cose, possiamo affermare che nel loro complesso i fattori di rischio per il cancro non controllabili (o difficilmente controllabili), come ad esempio i fattori ereditari, l’inquinamento ambientale, le infezioni o l’esposizione ai raggi UV, rappresentano le cause scatenanti del 30% dei tumori.

L’alimentazione da sola “pesa” per un altro 30%, vale a dire per circa un terzo dei tumori.

Da tempo sappiamo che un’alimentazione ricca e variata di frutta e verdura riduce il rischio di sviluppo dei tumori, ma le ragioni scientifiche e i meccanismi molecolari coinvolti si stanno comprendendo solo negli ultimi anni.

Nella frutta e nella verdura, oltre ai micronutrienti come le vitamine e i sali minerali (all’uomo occorrono circa 13 vitamine e 13 minerali) sono contenuti dai 10.000 ai 20.000 composti fitochimici, una classe di sostanze responsabili spesso dell’odore, del colore e del gusto caratteristico dell’alimento, ma che hanno un’azione farmacologica sull’organismo umano.  Per alcune di queste molecole bioattive c’è la conferma scientifica del loro ruolo contro i tumori, sia nel distruggere direttamente le cellule che stanno acquistando caratteristiche maligne, sia nell’impedire la formazione dei vasi sanguigni che andrebbero a nutrire il tumore (bloccando così i rifornimenti al nemico).

Alimenti che dovrebbero essere obbligatoriamente presenti sulla nostra tavola, e che spesso non amiamo particolarmente sono l’aglio, la cipolla, i vari tipi di cavolo, vegetali che vanno consumati crudi o poco cotti per non alterarne le sostanze antitumorali. La cottura del pomodoro, come nel concentrato o nella passata, potenzia invece l’azione antitumorale del licopene (responsabile della colorazione rossa).  La frutta, in particolar modo i frutti di bosco (lampone, mirtilli, more), le fragole e tutti gli agrumi, sono ricchissimi di sostanze antiossidanti con un’azione antitumorale. Il consumo moderato di vino rosso (un paio di bicchieri il giorno) e di cioccolato fondente (circa 40 grammi) sono anch’essi protettivi contro il cancro, grazie alla presenza di resveratrolo nel vino rosso e di polifenoli nel cioccolato.

Dall’oriente, invece, dovremmo imparare a utilizzare la curcuma (una spezia presente nel curry), il tè verde e la soia. Sono probabilmente questi i fattori protettivi responsabili della bassa incidenza di tumori in paesi del Sud-Est asiatico quali l’India, la Cina e la Thailandia.

Ma soprattutto impariamo a incrementare il consumo di ogni tipo di frutta e verdura, non aspettiamo che sia la scienza, con i suoi tempi, a doverci confermare i benefici dei composti fitochimici che contengono.

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